Una rificolona di carta a fisarmonica, gialla e arancione con un volto di sole dipinto, illuminata dall'interno e sollevata su un'asta davanti alla facciata in pietra di un palazzo, di sera
Una rificolona con il volto di sole, sera della festa — foto: sailko · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Settembre a Firenze ha un sapore particolare: l'estate si ammorbidisce, le giornate si accorciano e la sera del 7 per le strade compaiono lanterne di carta colorata, sorrette da lunghe canne. È la Festa della Rificolona, una delle tradizioni più amate dai fiorentini, soprattutto dai più piccoli.

Pellegrini, lanterne e una fiera antica

La festa è legata alla vigilia della Natività di Maria, che la Chiesa celebra l'8 settembre. Per secoli, in quei giorni, contadini e montanari scendevano a Firenze dal Casentino e dalla montagna pistoiese per rendere omaggio alla Madonna nella basilica della Santissima Annunziata, da sempre uno dei luoghi di devozione mariana più importanti della città. Viaggiavano anche di notte e, per farsi luce lungo il cammino, appendevano lanterne in cima a bastoni e canne. Era un viaggio lungo e faticoso, e la città li accoglieva con un misto di curiosità e ironia.

Arrivati in città, approfittavano del viaggio per vendere i propri prodotti alla fiera che si teneva intorno alla basilica. I fiorentini, un po' beffardi, prendevano in giro le contadine chiamandole «fierucolone»: da quel soprannome, secondo la spiegazione più diffusa, deriva la parola «rificolona». Col tempo il nome è passato alla lanterna e poi a tutta la festa.

Le lanterne e le cerbottane

Le rificolone di oggi sono lanterne di carta delle forme più diverse: palle a fisarmonica, soli e lune con la faccia dipinta, pappagalli, pesci, meduse. Molte si comprano già pronte, ma in diversi quartieri si organizzano laboratori per costruirle insieme ai bambini, con carta velina, colla e un po' di fantasia. Dentro si accende una piccola candela o, sempre più spesso, una lucina a batteria.

Per i ragazzi, parte del gioco è anche il contrario: armati di cerbottane, provano a colpire con piccole palline le lanterne altrui per bucarle. È un'usanza antica e un po' dispettosa, che accompagna da generazioni la cantilena che comincia con «Ona, ona, ona…». Tenete d'occhio la vostra rificolona, se volete riportarla a casa intera.

Piazza della Santissima Annunziata, il punto d'arrivo

Il punto d'arrivo è, come vuole la tradizione, piazza della Santissima Annunziata, con la basilica, il loggiato dello Spedale degli Innocenti di Brunelleschi e la statua equestre di Ferdinando I. La sera del 7 settembre la piazza si riempie di famiglie e di lanterne accese, spesso accanto a qualche bancarella che richiama l'antica fiera; nelle ultime edizioni la festa si è chiusa qui con la benedizione delle rificolone. La basilica, fondata dai Servi di Maria nel Duecento, custodisce l'affresco dell'Annunciazione venerato da secoli dai fiorentini.

Negli anni il programma cittadino si è arricchito: il Comune ha organizzato anche un corteo che parte a piedi dal Santuario dell'Impruneta e arriva fino alla Santissima Annunziata, mentre nei quartieri si tengono sfilate, laboratori e concerti. Anche molti comuni intorno a Firenze festeggiano con le loro rificolone.

Da sapere: il programma della Rificolona cambia di anno in anno. Percorsi e iniziative nei quartieri sono pubblicati dal Comune di Firenze e sul portale ufficiale del turismo feelflorence.it, nella sezione dedicata alle tradizioni popolari.

Una sera per famiglie

La Rificolona è una festa semplice, senza biglietti né tribune: basta una lanterna e la voglia di camminare. Se partecipate con i bambini, procuratevi la rificolona qualche giorno prima o, meglio ancora, costruitela insieme: bastano carta velina colorata, un cartoncino per la struttura, una canna e un po' di pazienza. Preferite una luce a batteria alla candela, più sicura in mezzo alla folla, e portate qualcosa da mettervi sulle spalle: a settembre, dopo il tramonto, l'aria si fa più fresca.

All'inizio di settembre, quando le giornate sono ancora calde, All'Antica Limonaia Chalet offre un rifugio fresco e silenzioso: con la fermata dell'autobus a 50 metri si raggiunge il Duomo in circa dieci minuti e da lì basta percorrere via dei Servi, che porta dritta a piazza della Santissima Annunziata.

Settembre a Firenze, tra lanterne e ulivi

All'Antica Limonaia Chalet accoglie fino a 3 ospiti in 50 mq luminosi, con giardino privato tra gli ulivi e parcheggio disponibile: dopo la festa vi aspetta un ambiente molto silenzioso, ai piedi delle colline di Settignano e Fiesole.