Piazza Santa Croce in una giornata di sole: la facciata in marmo bianco e verde della basilica con il campanile, il grande selciato quasi libero con qualche passante lontano e i palazzi colorati ai lati
Piazza Santa Croce e la basilica, dove si gioca il Calcio Storico — foto: Zairon · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Se capitate a Firenze a giugno, prima o poi sentirete parlare di «calcio in costume». Non è una partita come le altre: è una sfida che la città vive con una passione tutta di quartiere, con regole antiche, un corteo di figuranti e un campo di sabbia steso per l'occasione in una delle piazze più belle d'Italia, quella di Santa Croce.

Una storia che risale all'assedio del 1530

Le radici del gioco affondano nei giochi con la palla dell'antichità, dall'harpastum romano ai passatempi medievali, ma la data che ogni fiorentino conosce è il 17 febbraio 1530. La città era assediata dalle truppe di Carlo V e i fiorentini, pur stremati dalla fame, scesero in piazza a giocare a calcio per farsi beffe del nemico. Da quella partita di sfida è nato il mito del Calcio Storico, che ancora oggi è per Firenze un forte elemento di identità.

Dopo secoli di popolarità il gioco cadde in disuso. Fu ripreso nel 1930, a quattrocento anni dalla celebre partita dell'assedio, e da allora è tornato a essere l'appuntamento più atteso del giugno fiorentino.

Quattro quartieri, quattro colori

Le squadre sono quattro, come i quartieri storici della città, e ognuna ha il suo colore:

  • Azzurri di Santa Croce
  • Bianchi di Santo Spirito
  • Rossi di Santa Maria Novella
  • Verdi di San Giovanni

Ogni anno a giugno si giocano due semifinali e una finale tra le due squadre vincitrici. In campo scendono ventisette giocatori per parte e la partita dura cinquanta minuti. Il punto si chiama «caccia» e si segna mandando il pallone oltre la rete che corre per tutta la larghezza del lato corto del campo: un gioco che mescola corsa, lotta e tattica, sotto l'occhio di arbitri e giudici. Per tradizione, la squadra vincitrice riceve in premio una vitella di razza chianina.

Nei giorni del torneo la piazza cambia volto: sul selciato si stende uno spesso strato di sabbia, intorno al campo si montano le tribune e la facciata della basilica di Santa Croce fa da quinta a tutto lo spettacolo. È uno sport di contatto molto duro, in cui gli scontri fanno parte del gioco: tenetelo presente se pensate di portare bambini piccoli.

La finale del 24 giugno, festa di San Giovanni

La finale si gioca sempre il 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista, patrono di Firenze. Prima del calcio d'inizio il corteo storico, con centinaia di figuranti in costume, attraversa la città da piazza Santa Maria Novella fino a Santa Croce, tra tamburi, chiarine e bandiere. Le tribune montate intorno al campo si riempiono di tifosi con sciarpe e vessilli del proprio colore: anche se non capirete ogni regola, l'atmosfera vi resterà addosso a lungo.

Da sapere: i posti in tribuna sono richiestissimi, quindi acquistate i biglietti solo attraverso i canali ufficiali. Calendario, regolamento e modalità di vendita sono pubblicati sulla pagina del Calcio Storico Fiorentino del Comune di Firenze.

La sera: i fochi di San Giovanni

Il 24 giugno non finisce con la partita. Quando fa buio, dal Piazzale Michelangelo partono i «fochi» di San Giovanni, lo spettacolo pirotecnico che da decenni i fiorentini aspettano per salutare il loro patrono. Il posto più classico per vederli sono i lungarni, dove la gente comincia a radunarsi lungo le spallette del fiume già prima del tramonto. Chi preferisce evitare la calca può spostarsi un po' più a monte o a valle lungo l'Arno: i fuochi si vedono bene anche da lontano.

Il Piazzale Michelangelo dista circa 5 km da All'Antica Limonaia Chalet: in quelle ore il traffico è intenso e molte strade vicine al fiume vengono chiuse, quindi conviene muoversi con i mezzi pubblici e informarsi prima sulle deviazioni. Programma della festa e provvedimenti di mobilità sono comunicati ogni anno dal Comune di Firenze.

Una giornata di festa, dall'alba ai fuochi

Il giorno di San Giovanni è festivo in città e si respira un'aria particolare: le celebrazioni religiose del mattino, il corteo nel pomeriggio, la partita e infine i fuochi sull'Arno. Se potete, organizzatevi per viverla tutta, con qualche pausa all'ombra nelle ore più calde: a fine giugno il sole di Firenze sa farsi sentire.

Giugno a Firenze, la sera al fresco

Dopo una giornata di tifo e fuochi, All'Antica Limonaia Chalet vi aspetta con aria condizionata, ambienti luminosi e freschi e un giardino privato tra gli ulivi, in una zona molto silenziosa.