Per i fiorentini esiste una Firenze «di qua» e una «di là d'Arno». Basta attraversare il fiume sul ponte più famoso della città per sentire che il ritmo cambia: le strade si fanno più strette, le piazze più raccolte e dietro molte porte socchiuse si lavora ancora il legno, l'oro, la carta. È una zona che merita una giornata intera, da vivere a piedi e senza fretta. Da All'Antica Limonaia Chalet la fermata dell'autobus è a una cinquantina di metri: in circa dieci minuti si arriva al Duomo e da lì al Ponte Vecchio è una breve passeggiata.
Il Ponte Vecchio, una bottega sospesa sull'Arno
Il ponte che vediamo oggi fu completato nel 1345, dopo che la grande piena del 1333 aveva distrutto la struttura precedente. Le botteghe a sbalzo sull'acqua sono la sua firma: in origine ospitavano macellai e pescivendoli, finché nel 1593 il granduca Ferdinando I de' Medici stabilì che su quel passaggio potessero lavorare soltanto orafi e gioiellieri. Da allora il ponte brilla di vetrine, ed è proprio questa continuità a renderlo unico.
Alzate lo sguardo: sopra le botteghe corre il Corridoio Vasariano, il passaggio sopraelevato costruito nel 1565 perché i Medici potessero spostarsi da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti senza mescolarsi alla folla. Durante la Seconda guerra mondiale il Ponte Vecchio fu l'unico ponte fiorentino a salvarsi dalla distruzione: un motivo in più per attraversarlo lentamente, fermandosi a metà, dove le botteghe si interrompono e lasciano vedere il fiume.
Santo Spirito e San Frediano, l'Oltrarno che lavora
Scesi dal ponte, lasciate la strada principale e piegate sulla destra: in pochi minuti si arriva in piazza Santo Spirito, uno dei salotti più autentici della città. La basilica che le dà il nome fu progettata da Filippo Brunelleschi, che però morì poco dopo l'avvio dei lavori; la facciata è rimasta spoglia, semplicissima, e proprio per questo inconfondibile. Nella sagrestia è custodito il Crocifisso ligneo attribuito al giovanissimo Michelangelo.
Proseguendo verso ovest si entra a San Frediano, il rione popolare che termina con l'omonima porta nelle antiche mura. Qui e nelle strade intorno a Santo Spirito sopravvivono le botteghe artigiane che hanno fatto la fama dell'Oltrarno: restauratori di mobili, doratori, corniciai, laboratori di carta e di pelle. Non serve un indirizzo preciso: basta camminare con gli occhi aperti e, quando una porta è aperta, chiedere con garbo se si può dare un'occhiata al lavoro.
Palazzo Pitti, la reggia di tre dinastie
Tornando verso il ponte, la strada si apre all'improvviso sulla grande piazza in pendenza di Palazzo Pitti. Il palazzo nacque a metà del Quattrocento per volere del banchiere Luca Pitti; nel 1550 lo acquistarono Cosimo I de' Medici e la moglie Eleonora di Toledo, che ne fecero la nuova residenza granducale. Dopo i Medici vi abitarono gli Asburgo-Lorena e poi i Savoia, negli anni in cui Firenze fu capitale d'Italia.
Oggi Pitti ospita cinque musei: la Galleria Palatina, gli Appartamenti Imperiali e Reali, il Tesoro dei Granduchi, la Galleria d'arte moderna e il Museo della Moda e del Costume. Vederli tutti in una volta sola è impegnativo: meglio scegliere uno o due percorsi e lasciare spazio al giardino.
Il Giardino di Boboli, un museo all'aperto
Alle spalle del palazzo si distende il Giardino di Boboli, un vero museo all'aperto popolato di statue antiche e rinascimentali. Qui i Medici crearono il modello di giardino all'italiana che molte corti europee avrebbero poi imitato. Da non perdere la celebre Grotta del Buontalenti, l'anfiteatro a gradoni, il Kaffeehaus settecentesco e la limonaia costruita da Zanobi del Rosso alla fine del Settecento: chi soggiorna in un'ex limonaia ristrutturata, come All'Antica Limonaia Chalet, la guarderà con un certo affetto.
Salendo verso le terrazze più alte, la città si apre sotto di voi tra tetti, campanili e la cupola del Duomo. È il modo migliore per chiudere la giornata di là d'Arno, prima di riattraversare il fiume.
Biglietti e informazioni pratiche
Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli fanno parte delle Gallerie degli Uffizi: biglietti, formule cumulative e aperture aggiornate si trovano sul sito ufficiale uffizi.it. Controllatelo sempre prima di partire, perché calendari e modalità di accesso possono cambiare nel corso dell'anno. Per gli spostamenti in autobus, percorsi e orari aggiornati sono sul sito di Autolinee Toscane.
Di là d'Arno, poi a casa tra gli ulivi
Dopo una giornata tra botteghe e giardini, All'Antica Limonaia Chalet vi aspetta con il suo giardino privato tra gli ulivi, in un ambiente molto silenzioso: la fermata dell'autobus è a 50 metri e il Duomo a circa dieci minuti.